Michel BRAS & KAI


COUTEAUX BIJOUX
Film (English)

Michel Bras Storia

Il cammino di Michel Bras e il ristorante Michel Bras

Il legame che unisce la famiglia Bras

La terra d’Aubrac, sorgente d’ispirazione

Il villaggio di Laguiole, cuore della terra d’Aubrac

Il coltello Laguiole

Fiori ed erbe aromatiche

Le genti d’Aubrac sulla via dei pellegrini


KAI Storia

L’origine del lavoro creativo di KAI

La regione di Mino

Seki, capitale delle lame

SI maestri spadai

La carta originale di Mino

Ukai, la pesca con i cormorani



SI maestri spadai di Seki: l’anima di grandi artigiani nell’acciaio e nelle fiamme.

Da quando Motoshige, definito il “creatore della katana”, iniziò la sua attività, nel 13° secolo, le spade create dai maestri di Seki, la capitale delle lame, furono sempre apprezzate dai condottieri e decantate come “lame che non si spezzano, non si piegano e tagliano con precisione”. I maestri armaioli hanno tramandato di generazione in generazione i segreti delle tecniche tradizionali e hanno creato ogni spada, nel rispetto del motto haja kenshô, un’espressione buddhista che significa “vincere l’iniquità e render manifesta la giustizia”. Abbigliati con costumi immacolati in modo da tener lontana qualsiasi impurità, affrontano il metallo della lama in uno stato di totale concentrazione. Molti maestri armaioli di Seki durante un arco di tempo di alcune centinaia di anni, fino alla caduta del governo dello Shôgun alla metà del XVIII secolo, sono stati anche eccellenti interpreti di teatro nô e kyôgen. Ancora oggi nella città di Seki sono attivi spadai eredi di una tradizione che ha più di 700 anni. Uno di questi maestri afferma che il fuoco è l’elemento più importante nella fabbricazione delle spade: per loro la fiamma è una maestra e un’amica, che insegna tutto sulla condizione dell’acciaio e sul ritmo del mantice, e sentono in quelle fiamme l’anima e l’arte dei loro antenati spadai.
 
 
Il processo di fabbricazione della spada giapponese.
1) Tatara seitetsu. Si riscaldano le sabbie ferrose e il carbone, fino ad ottenere un agglomerato di ferro. Solo la parte migliore dell’acciaio prodotto, chiamata tamahagane, diviene materia per la realizzazione della katana.
 
2) Tsumiwakashi. Si riscalda il tamahagane e lo si martella fino a uno spessore di 3-6 millimetri. A questo punto lo si frantuma e se ne controlla la durezza. Divisi i frammenti in gruppi, a seconda della durezza, li si fonde a 1300 gradi e li si modella in strisce. Avvolgendole in carta giapponese inumidita, e sporcandole di un misto di fango e cenere si fa in modo che la superficie dell’acciaio e la parte interna siano riscaldate in modo uniforme.
 
3) Orikaeshi tanren. L’acciaio, arroventato a 1200-1300 gradi, viene martellato e ripiegato. Durante questo procedimento le impurità del metallo sono espulse a colpi di martello, e schizzano fuori in forma di scintille.
 
4) Katame (Tsukurikomi). Si assemblano acciai di diverse durezze. Tipico della tradizione di Seki è l’assemblaggio chiamato yonpô zume (montaggio in quattro direzioni).
 
5) Sunobe. Si riscalda l’acciaio ormai indurito, e lo si batte con un martello più piccolo, allungandolo nella forma di una spada.
 
6) Hizukuri. Si arroventa la lama ormai allungata, e la si batte, dando forma al taglio e al dorso.
 
7) Arashiage. Si correggono le irregolarità rimaste, tramite smerigliatura.
 
8) Tsuchioki, tsuchitori. Sulla lama viene applicato uno strato di yakiba tsuchi, un misto di argilla e carbone di pino, realizzando il motivo decorativo della lama (hamon).
 
9) Yakiire. Dopo aver riscaldato la lama in modo uniforme, la si raffredda istantaneamente immergendola in acqua. Le parti della lama sulle quali lo strato di argilla è più sottile, raggiungono una temperatura più elevata, che le tempra.
 
10) Aratogi (kajioshi). Il maestro spadaio esegue una prima rozza affilatura, per controllare la riuscita della tempra. Poi forma il nakago (codolo), cioè la parte che si infila nell’impugnatura, e passa la spada all’esperto dell’affilatura.
 
Bibliografia: Sekishi no shoyû tôken (“La spade della città di Seki”), Città di Seki, provincia di Gifu.